FOTO_AL_VOLO - FLYING_CAMERA by SPAGNOLETTI

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The launching camera by Spagnoletti


FOTO_AL_VOLO

Le immagini che vedete non sono semplici fotografie di mosso, ottenute con la tradizionale tecnica di movimento controllato della macchina durante lo scatto. Né sono effetti pittorici ottenuti con i tranquilli strumenti di Photoshop, come “fluidifica” o “filtro artistico”.

Queste fotografie sono così fin dallo scatto, grazie alla tecnica di ripresa che ho inventato, e che consiste nel lancio (il volo) della fotocamera verso il soggetto: punto di ripresa, luce, esposizione, orizzonte e taglio fotografico, possiamo dire suggestivamente che vengono decisi dalla macchina stessa. Io non faccio altro che impostare l'autoscatto con gli Iso e il tempo di esposizione che mi sembrano adatti alla scena, e lanciare la fotocamera poco prima dello scatto. Dopo fa tutto "lei".

Sono questi i primi due punti chiave della tecnica di ripresa che ho chiamato “Foto_al_Volo” (Flying_Camera): la casualità dello scatto e l’indipendenza della macchina fotografica.
Il terzo punto è l’unicità del risultato: da quando il digitale ha moltiplicato per milioni il numero di fotografi, vedo decine di persone che fotografano nello stesso istante e dallo stesso punto la stessa cosa: panorami, scorci, palazzi, monumenti e opere d’arte vengono ripresi a pochi cm di distanza l’uno dall’altro. Mi chiedo cosa distinguerà una foto dall’altra, e a chi appartiene -se così si può dire- quella foto? Con la Flying_Camera avremo sempre risultati diversi uno dall'altro.

Dopo anni passati a fotografare-preciso (still life, moda, ritratto) sono finalmente arrivato a fotografare-impreciso: mosso, casuale, incontrollabile. Confuso, ma inconfondibile.
I risultati sono sorprendenti nel vero senso della parola: nel senso che ogni foto è una sorpresa.
Dopo ogni scatto corro a guardare il monitor della macchina chiedendomi: come avrà scattato stavolta la mia fotocamera? Cosa avrà inquadrato per me, e con quale luce? cosa avrà scelto di farmi vedere?

Linee cadenti, orizzonti in fuga, edifici deformati, muri strapiombanti, torri ritorte; particolari sfumati in filigrana, ripetuti e sovrapposti; luci surreali e ombre oblunghe, riflessi inattesi e intense macchie di colore solo perché magari in quel momento passava un turista con una polo fucsia o verde prato. Strisce luminose verticali e oblique, dritte e storte, a volte rotanti o capovolte, ma sempre con un effetto personale, unico, più grafico che fotografico. Addirittura pittorico.

Il quarto e ultimo punto chiave del mio percorso artistico è il trattamento delle foto digitali come se fossero analogiche. Per coerenza col principio di indipendenza della fotocamera non è ammesso alcun fotoritocco, né manipolazione, né ritaglio dell'inquadratura originale. E nemmeno la duplicazione dei file, così come 30 anni fa non si potevano duplicare i negativi. I file registrati sulla memory card devono restare originali unici: da questi si stampa direttamente, senza copiarli sul desktop. E quindi l'unicità dello scatto si completa con l'unicità della stampa.

L'unico intervento ammesso –come si faceva con il bianconero in camera oscura- è la variazione luminosità/contrasto (cioè la prima modifica di Photoshop) intervento che si farà stampa per stampa.
Di più: le memory card vengono trattate come rullini sviluppati, conservate come se fossero pellicole, non duplicate, non sovrascritte, non formattate e conservate in archivi analogici: tornano a vivere le tasche trasparenti per diapositive.

Con la tecnica della “Foto_al_Volo” ("Flying_Camera") ho ritrovato la sorpresa, l’emozione e l’unicità del gesto artistico, e soprattutto ho ritrovato la magia dell'imprevisto, e la meraviglia infantile di un risultato che la fotografia a controllo numerico mi aveva fatto quasi dimenticare: vediamo che è venuto?

 


FLYING_CAMERA

The images on this website are not just blurred pictures obtained with the traditional technique of controlled camera movement. Nor are they painting-like effects obtained with well-known Photoshop features, such as “liquify” or “artistic filter”.

These images are created through a shooting technique that I have come up with and that consists of launching the camera towards the subject of the photo. Angle, light, exposure, horizon and framing are “decided” by the camera itself: I do not do anything other than set the self timer, with the ISO and the shutter speed that I deem suitable for the scene, and launch the camera shortly before the shot. After that, the camera does the rest.

The first two key characteristics of this technique, which I have named “Flying_Camera”, are the randomness of the shooting and the independence of the camera. The third characteristic is the uniqueness of the result. Digital photography has increased the number of photographers by millions; I see tens of people taking pictures at the same moment, from the same point and of the same thing. I wonder what distinguishes one picture from the other, and to whom that photo “belongs”. With the Flying_Camera technique, results will always be unique.

After years spent taking precise pictures (still life, fashion, portraits) I have finally began to take imprecise pictures: out of focus, random, uncontrollable. Blurred yet unmistakable.
The results are literally surprising. After each shot, I immediately check the camera display asking myself: how will the camera have shot this time around? What will it have framed and with what light? What will it have chosen to show me?

Falling lines, running horizons, deformed buildings, overhanging walls, twisted towers. Faded details, repeated and overlapped; surreal lights and elongated shadows. Unexpected reflections and intense stains of colour just because at that moment a tourist was passing by wearing a pink or green polo shirt. Bright vertical and diagonal lines, both straight and crooked , at times rotating or upside down, but always with an individual effect, unique, more graphic than photographic. Picturesque even!

The fourth and last element of my artistic journey is to treat digital photos as if they were film photos. To respect the principle of camera independence, touching-up/editing of pictures or cutting the original framing is not allowed. Neither can the file be duplicated, in the same way that negatives could not be duplicated 30 years ago. The files saved on the memory card must remain the only ones: photos are printed from the originals, without copying them on to the computer.

The only intervention allowed is modifying the luminosity/contrast print by print – as it used to print black and white in the dark room. Furthermore, the memory cards are treated as developed films, without duplicating, overwriting or formatting them, and they are stored in analog archives, re-adopting the polyester sleeves once commonly used for slides.

With the “Flying_Camera” technique I have re-discovered the surprise, emotion and uniqueness of the artistic gesture and, most of all, I have re-found the magic of the unexpected and the child-like marvel of a photographic result that controlled number photography almost made me forget: shall we see what came out?